Maroni applaude Squinzi e pensa a come ricostruire la Lega
"I punti che mi hanno convinto di piu'" della relazione del Presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, "sono stati la richiesta di ridurre la pressione fiscale con il taglio alla spesa pubblica e la necessità di dare risposta alla questione settentrionale". Lo ha detto il triumviro della Lega, Roberto Maroni, lasciando l'Assemblea 2012 di Confindustria. "Dobbiamo rinnovare la nostra proposta politica per tornare a prendere il consenso che abbiamo perso a queste elezioni ed aumentarlo", ha poi aggiunto.
6 AGO 20

"I punti che mi hanno convinto di piu'" della relazione del Presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, "sono stati la richiesta di ridurre la pressione fiscale con il taglio alla spesa pubblica e la necessità di dare risposta alla questione settentrionale". Lo ha detto il triumviro della Lega, Roberto Maroni, lasciando l'Assemblea 2012 di Confindustria.L'ex ministro si è poi soffermato a parlare della situazione del partito, soprattutto dopo lasconfitta alla recenti amministrative: "Dobbiamo rinnovare la nostra proposta politica per tornare a prendere il consenso che abbiamo perso a queste elezioni ed aumentarlo". "La sfida è importante e significativa, ma sono sicuro che possiamo farcela in vista delle elezioni politiche del 2013".
A chi gli chiedeva se la Lega deciderà, come da proposta dell'eurodeputato del Carroccio Matteo Salvini, di abbandonare il Parlamento puntando esclusivamente alle amministrazioni
territoriali, Maroni ha risposto che "questa è una decisione che puo' prendere solo il congresso".
A chi gli chiedeva se la Lega deciderà, come da proposta dell'eurodeputato del Carroccio Matteo Salvini, di abbandonare il Parlamento puntando esclusivamente alle amministrazioni
territoriali, Maroni ha risposto che "questa è una decisione che puo' prendere solo il congresso".
L'idea di non presentarsi più alle politiche o comunque di dare meno rilevanza alla rappresentanza in Parlamento non è nuova. Il primo a evocarla fu Umberto Bossi, il 24 aprile scorso, a margine di un comizio a Como. "E' stato un errore, per la Lega, andare a Roma", aveva sentenziato il Senatur. "Spero sempre che nessuno vada piu' a fare il deputato a Roma, compreso me", aveva aggiunto. A tornare sulla tentazione dei lumbard era stato poi lo stesso Maroni, circa dieci giorni fa. "Non escludo neanche che, al prossimo congresso federale, passi la linea di non andare più in Parlamento", aveva sostenuto l'ex ministro dell'Interno. Il Carroccio, aveva chiarito Maroni, è una "forza territoriale", diversa, "geneticamente", dagli altri partiti, che hanno "l'ossessione e l'unico fine" di andare in Parlamento.